Madunina delle Rive

Un decreto emesso da San Carlo Borromeo nel 1580, in occasione della nota visita apostolica a Salò, prescriveva che “in oratorio sine nomine in Conti Riparium Salodii nimis angusto ne celebretur et infra tres dies, altare tollatuir”. L’oratorio senza titolo e troppo piccolo venne, dunque, sconsacrato ed abolito. Si ignora dove si trovasse il piccolo santuario lungo la via Rive. Qualcuno, e fra questi lo storico salodiano Donato Fossati, ipotizza che il sacello si trovasse sul posto ove, a distanza di circa centocinquant’anni, venne eretta l’attuale chiesetta dedicata alla Madonna delle Rive, comunemente denominata “della Madunina”. Agli atti dell’archivio parrocchiale risulta un documento attestante che il manufatto, sottratto all’uso religioso, venne comunque ampliato nel 1711, al fine “di consentirne la comune recita del Rosario”. Il fabbricato così ampliato era dedicato a Sant’Omobono. Il 4 luglio 1727 i cittadini della popolosa contrada rivolsero al Consiglio Generale di Salò una supplica intesa ad ottenere una chiesa propria. L’istanza venne favorevolmente esaminata ed il Consiglio emise l’approvazione affinché “la cappella fosse riedificata su un terreno poco distante e comunque meno esposto all’inondazione”.

L’attuale chiesetta, più volte restaurata e ridimensionata nel corso del ‘900, si presenta elegante, raccolta, ancorchè di limitata capienza. La struttura muraria è caratterizzata dalla presenza di due cupole: una sovrastante il presbiterio e l’altra collocata in corrispondenza della navatella. Un piccolo campaniletto, semi nascosto fra i tetti delle case che circondano la chiesa su due lati, scandisce un lieve concerto richiamando i fedeli alle funzioni religiose. La cupola sovrastante la navatella venne affrescata, negli anni ’30, dal concittadino Ottorino Benedini (Brescia 1874 - Salò 1939), valente pittore-decoratore, allievo del Mercieni e amico di Cesare Bortolotti. Umile e schivo, l’artista lavorò in parecchie chiese della zona: appunto alla Madonna delle Rive, al Carmine di Salò, alla chiesetta interna dell’ospedale, alla cappella dei caduti del cimitero di via Tavine, alla parrocchiale di San Felice del Benaco. Di sua mano sono anche le celebri decorazioni del palazzo Simonini, oggi "Hotel Laurin" di Salò.

La Vergine dipinta al centro della cupola e di quattro evangelisti dei pennacchi formano una scena espressiva e, nello stesso tempo, carica di misticismo. L’unico altare, ricco di marmi policromi, è impreziosito da un dipinto di buona fattura rappresentante la Madonna, attorniata da San Rocco e da San Sebastiano La tela è protetta da un vetro e contenuta da una moderna cornice. Parecchi ex voto e numerose foto di reduci di guerra testimoniano l’attaccamento del popolo alla Vergine ed esprimono la riconoscenza dei molti beneficiati. La chiesetta, pur essendo una delle più piccole della città, è tuttora assai curata dagli abitanti della contrada, particolarmente gelosi delle proprie tradizioni. Molte generazioni di “rivani”  hanno sostato accanto all’altare partecipando ai Rosari, all’Eucaristia, ai canti tramandati da generazioni.
In settembre, alla festa votiva della Natività di Maria, la strada antistante la Chiesa della “Madunina” viene illuminata con festoni e luci multicolori. Al posto del traffico veicolare, sostano sulla carreggiata i banchi dei venditori di dolciumi e di giocattoli. La banda cittadina rallegra i “pellegrini” con musiche di sapore sacro, ma anche folcloristico. E sempre, puntualmente, la piccola chiesetta viene tirata a lucido e si riempie di candele e di fiori. È il riconoscente omaggio del popolo alla Madonna che, anche in tale forma devozionale, porta avanti tradizioni e storie ormai secolari. La Chiesa delle Rive dipende dalla Parrocchia di Santa Maria Annunziata di Salò, che ne cura le periodiche celebrazioni eucaristiche e la liturgia.